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Secondo l'ex ministro, "di idee non ce ne sono, di programmi non ce ne sono, emergono limiti e difetti delle persone ma non si puo' negare una crisi sociale e la rabbia che sono troppo trascurate".
Giulio Tremonti
Roma, 22-04-2012
Il miracolo non c'e' stato". Giulio Tremonti ribadisce il fatto che e' stato illusorio pensare di uscire dalla crisi cambiando governo e affidandosi ai tecnici. "Ai miei tempi
lo spread era intorno ai 100 punti, poi ad agosto le cose sono cambiate e non dipendono da me, c'e' stata una situazione drammatizzata oltre il normale anche per ragioni non economiche", ha spiegato l'ex ministro a 'In mezz'ora'.
"Oggi abbiamo disordini sociali, il Pil si sta avvitando, il pareggio di bilancio si sta allontanando. Faccio considerazioni preoccupanti", ha proseguito Tremonti ribadendo che "assolutamente" l'attuale situazione non dipende dal governo Berlusconi.
Alla domanda se la linea del governo, soprattutto per quel che riguarda il rapporto con la Germania, potra' cambiare se in Francia diventera' presidente Hollande, Tremonti ha detto: "Non piu' di tanto, ma tutto puo' cambiare. Solo che non ce lo vedo a cambiare politica sulle banche. Passera ha parlato bene della Bce, io della Bce parlo male".
In tutta Europa il sistema del finanziamento alla politica ha dimostrato di non funzionare: in Germania Kohl e' crollato sul finanziamento, in Francia Chirac lo
stesso, ora ce l'hanno con Cameron in Inghilterra". Nel suo intervento a 'In mezz'ora', Giulio Tremonti ha affrontato anche la questione della crisi dei partiti e del finanziamento pubblico.
"Il sistema che c'e' adesso ha fallito dappertutto, non per un solo partito", ha proseguito l'esponente del Pdl per il quale "bisogna finanziare i partiti in modo diverso. C'e' il 5Xmille, ma ha limiti operativi, ci sono altri sistemi. E' giusto prendere un modello europeo, quello tedesco con i suoi limiti potrebbe essere una via
d'uscita".
Ma per Tremonti "i problemi dei partiti vengono da fuori, da sopra, e sono devastanti". Secondo l'ex ministro, "di idee non ce ne sono, di programmi non ce ne sono, emergono limiti e difetti delle persone ma non si puo' negare una crisi sociale e la rabbia che sono troppo trascurate".
Parlando della Lega, poi Tremonti ha detto che i "temi" sui quali e' nata, i suoi "pilastri", "restano fondamentali". Ed ha aggiunto: "Nella Lega ci sono due pilastri: la questione fiscale e quella federalista. Sono partite fondamentali, che restano",
ha detto l'ex ministro assicurando: "Io sto nel Pdl e restero' nel Pdl finche' ci sara' il Pdl".
Tremonti ha difeso il Carroccio: "Nel 2004 la Lega aveva il 4%, parlare di crollo cosa vuol dire? E' tutto un po' relativo". Secondo l'esponente del Pdl la Lega ha gia' risposto allo scandalo che l'ha travolta: "I fatti nuovi ci sono stati, sono le dimissioni. E' raro vedere un uomo che chiede scusa", ha spiegato in evidente riferimento
a Bossi. "Ci saranno dei cambiamenti molto forti", ha aggiunto Tremonti.
Arriva la task force di Giarda. Il Ministro chiede a Monti più uomini per la spending review. Per alcuni ministeri debiti fuori controllo. Passera: 100 miliardi per la crescita. Il ministro dello Sviluppo: 'Segnali positivi per credito alle imprese. Speriamo nella ripresa nel 2012'. Scontro sul fisco. Gasparri: 'Il Pdl voterà contro nuove tasse sulla casa'.
Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro Pd: "Il presidente Pescante dovrebbe ricordarsi della grave vicenda processuale dell'ex consigliere politico dell'ex ministro Tremonti e revocare la nomina". Jole Santelli, vicepresidente deputati Pdl: abbiamo altro stile.