Vota:
Votata: 8volte,
Indice di gradimento: 2.25
Per Bonomi Audi ha già dimostrato "di avere tecnologie, soldi e visione di lungo termine". Il finanziere ha detto che "non ci dispiacerebbe partecipare alla prossima fase di crescita" con una quota, si dice, del 20-30%
Ducati, la fabbrica dei bolidi rossi
Bologna, 17-04-2012
La casa motociclistica italiana Ducati passa ai tedeschi di Audi per 860 milioni di euro: la notizia, circolata con insistenza nelle ultime settimane, è stata confermata oggi da fonti del settore all'agenzia Dpa, secondo cui il consiglio di vigilanza di Audi e quello della casa madre, il gruppo Volkswagen, daranno il via libera all'operazione nella riunione di domani. Nessuna conferma ufficiale ancora da parte di Audi.
Lo scorso anno Ducati ha venduto 42.000 moto con un fatturato di 480 milioni di euro.
Rumors italici
"Se Investindustrial mantenesse il controllo di Ducati e non lo cedesse a un partner industriale commetterebbe un grosso errore per gli interessi del gruppo bolognese", aveva detto ieri Andrea Bonomi, numero uno di Investindustrial, intervendendo al convegno sul futuro dell'equity investment in Italia. "Mantenere Ducati
sarebbe fantastico dal punto di vista personale - ha sottolineato - ma totalmente sbagliato dal punto di vista dell'azienda. Ducati ha sete di globalizzazione. per quanto
ci venga riconosciuto quello che abbiamo fatto, l'aiuto che gli possiamo dare non è più adeguato, ci vuole un industriale. Noi operiamo bene ma non siamo pronti a essere
industriali a lunghissimo termine".
Per Bonomi Audi ha già dimostrato "di avere tecnologie, soldi e visione di lungo termine". Il finanziere ha detto che "non ci dispiacerebbe partecipare alla
prossima fase di crescita" con una quota, si dice, del 20-30%.
Il decimo posto nel Gp del Qatar è una sentenza per il pilota della Ducati, rassegnato ad un'altra stagione da comprimario dopo il deludente 2011.
La casa di Wolfsburg aveva già tentato di acquistare la Ducati nel 2005, tirandosi però indietro all'ultimo momento preoccupata delle gravi condizioni finanziarie in cui versava il gruppo di Borgo Panigale