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Se gli imprenditori non hanno intenzione di licenziare, ritirino le proposte di modifica dell'articolo 18. E' quanto ha detto il segretario della Cgil intervenendo all'Attivo provinciale cremonese dopo che ieri il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha invitato a 'scendere dal pero'.
Susanna Camusso
Roma, 03-04-2012
Se gli imprenditori non hanno intenzione di licenziare, ritirino le proposte di modifica dell'articolo 18. E' quanto ha detto il segretario della Cgil Susanna Camusso intervenendo all'Attivo provinciale cremonese dopo che ieri il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha invitato a 'scendere dal pero'.
"Abbiamo il problema - ha detto di ricominciare a inserire al lavoro con una certa stabilità giovani e precari e la contropartita deve diventare poter licenziare con facilità? Ma il tema, allora, - ha sottolineato - torna a essere non come l'Italia possa uscire dalla crisi e stabilire che qualità di sistema abbiamo, ma far pagare ai lavoratori e alla loro condizione il fatto che bisogna ridurre i diritti e i costi delle imprese perché in questo modo continuiamo a competere.
In queste ore - ha aggiunto senza citare direttamente Emnma Marcegaglia - dicono 'noi non licenzieremmo mai un lavoratore che per noi è una risorsa' e allora - ha concluso - non si capisce perché fare tutto questo 'casino' per poi non licenziare nessuno. Se non hanno questo problema, ritirino la richiesta". "Noi sui 'peri' - ha rimarcato - non siamo mai stati. Abbiamo le gambe per terra e i piedi ben appoggiati e siamo un po' stufi che tutte le imprese scarichino la crisi sul costo del lavoro".
Lega demagogica, non firmerei mai con loro
Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha parlato di "demagogia" e Lega Nord nel corso dell'attivo di Cremona, proprio in mezzo alla Padania di Umberto Bossi e a pochi chilometri da quella che ne era la capitale designata: Mantova. Lo ha fatto partendo dalla annunciata raccolta di firme contro la riforma delle pensioni e la riforma del mercato del lavoro da parte del Carroccio. "Io - ha detto - non firmerei con loro, perché penso che i tre quarti dei problemi che abbiamo derivino dal loro governo".
"La vicenda dell'articolo 18, cosi' come la vicenda degli esodati, se posso dirla con una battuta, rappresentano un fondato motivo per un licenziamento del minitro" del lavoro Elsa Fornero: "Una giusta causa". Cosi' il leader della Uil, Luigi Angeletti, ospite di SkyTg24. "L'epoca della concertazione e' finita", aggiunge.
Se la riforma del mercato del lavoro sara' approvata le imprese non licenzieranno per il gusto di farlo, e chi lo pensa "venga giu' dal pero". Lo ha affermato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, parlando a Mantova all'assemblea degli industriali locali.