Nelle previsioni un miglioramento a fine 2012

Ocse: 2012 in retromarcia per l'Italia

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Dopo un calo del 2,6% nel quarto trimestre del 2011, il pil in Italia dovrebbe registrare un calo dell'1,6% nel primo trimestre del 2012 e dello 0,1% nel secondo

 
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Roma, 29-03-2012

Economia dell'Italia in recessione nella prima metà dell'anno. Dopo il -2,6% del Pil nell'ultimo trimestre del 2011, si registrerà un ulteriore -1,6% nei primi tre mesi di quest'anno, e un -0,15 nel secondo trimestre. Lo pronostica l'Ocse con un parziale
aggiornamento delle sue previsioni bimestrali (Economic Outlook). Quelli sulla penisola sono i dati più deboli tra i paesi elencati nel rapporto, presentato oggi dal capo economist Pier Carlo Padoan.

Meglio nella seconda metà del 2012
"In Italia, la debolezza su produzione industriale e fiducia delle famiglie suggeriscono una recessione per i primi due trimestri dell'anno - afferma l'Ocse parigino con un comunicato - ma gli indicatori più recenti sono stati più positivi, con una
conseguente dinamica leggermente migliore previsto per il secondo trimestre".

Non c'è solo l'art.18
"La corruzione è causa e conseguenza della stagnazione dell'economia italiana. Per far ripartire il Paese non basta riformare il lavoro - spiega il vicesegretario dell'Ocse, Pier Carlo Padoan - bisogna combattere questi meccanismi piu' occulti. Il governo pero' si sta muovendo, ha chiesto aiuto all'Ocse e siamo contenti di darlo". 

"E' vero - spiega Padoan - che nei Paesi dove la corruzione è diffusa si hanno minore crescita e minore occupazione. Effetti negativi che sono piu' sentiti laddove c'e' anche poca liberta' di concorrenza, barriere all'ingresso e posizioni consolidate di monopolio e di gruppi di interesse". E' solo l'articolo 18 a bloccare il Paese? "No - risponde Padoan - è un insieme di cose, non c"e dubbio. L'azione per risollevare il Paese richiede un
approccio multidimensionale, non ci sono scorciatoie".

 

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