Mitt Romney ha confermato le previsioni della vigilia, imponendosi anche nelle primarie che si sono svolte ieri nell'Illinois, in vista della nomination repubblicana alla presidenziali Usa del 6 novembre: con il 99 per cento circa delle schede scrutinate, l'ex governatore del Massachusetts ha ottenuto il 46,7 per cento dei voti, lasciando a Rick Santorum, ormai l'unico suo vero avversario, al 35 per cento.
Mitt Romney
Chicago, 21-03-2012
Si tratta di una vittoria molto importante anche sul piano simbolico: non solo Romney ha ulteriormente distanziato il politico italo-americano, ma ha conquistato lo Stato che ha visto l'ascesa politica di Barack Obama, presidente uscente e virtuale candidato democratico, l'uomo da battere il prossimo autunno.
Romney si è rivolto ai suoi sostenitori in una sala da ballo definendo la vittoria eccellente e dopo essersi congratulato con gli avversari, ha subito spostato il discorso su Obama sminuendo la sua esperienza come professore di diritto costituzionale presso l'Università di Chicago per sostenere che il presidente è poco adatto a guidare la nazione verso la prosperità economica.
Il presidente ha ricordato a circa 250 donatori in un appuntametno pomeridiano della campagna che il governatore Romney, il front-runner sul versante repubblicano, ha un'idea del bilancio federale che è quella "di un'America in cui ognuno bada a se stesso" e dove a apagare davvero è la classe media
Vincendo le primarie del Maryland, di Washington Dc e del Wisconsin, l'ex governatore del Massachusetts sfonda quota 600 delegati, avvicinandosi a lunghi passi verso la fatidica quota di 1144, quella che gli permettera' di correre per la Casa Bianca