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Non bisogna mettere "in forse questo percorso di risanamento finanziario" avviato dal governo Monti. È l'avvertimento del capo dello Stato Giorgio Napolitano, nella cerimonia di bilancio sulle celebrazioni dei 150 anni dell'unità nazionale al Quirinale.
Giorgio Napolitano
Roma, 17-03-2012
Non bisogna mettere "in forse questo percorso di risanamento finanziario" avviato dal governo Monti. È l'avvertimento del capo dello Stato Giorgio Napolitano, nella cerimonia di bilancio sulle celebrazioni dei 150 anni dell'unità nazionale al Quirinale.
Però, ha continuato il capo dello Stato, questo percorso va perseguito "integrando con misure e politiche per il rilancio della crescita, al momento solo avviate in sede nazionale e annunciate in sede europea". Solo così, ha aggiunto il presidente della Repubblica, "si potranno porre le basi per la soluzione dei problemi di fondo che travagliano la società e lo Stato italiano".
Il governo Monti ha dato risultati "superiori a pure possibili previsioni positive. Questi risultati sono tutti da consolidare e integrare: definendo e applicando rigorosamente i provvedimenti ancora all'esame del parlamento, spingendo fino in fondo l'impegno per la revisione e il contenimento della spesa pubblica, per la stabilizzazione di una prassi di pareggio di bilancio, per la sostanziale riduzione, attraverso tutte le vie percorribili, dello stock del debito pubblico". Ha detto ancora il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento al Quirinale per le celebrazioni del 150esimo Anniversario dell'Unità d'Italia.
Le forze politiche ''più responsabili'' garantiscano ''la continuità di scelte di governo e parlamentari che stanno palesemente giovando alla causa della salvezza e al prestigio dell'Italia''. E' la sollecitazione del presidente della Repubblica , secondo il quale c'è ''l'assoluta necessità di continuare senza cadute e senza regressioni nel cammino intrapreso''. Il sostegno delle forze poltiiche al governo Monti, aggiunge Napolitano, ''non mortifica la politica, ma contribuisce a rivalutarla, a riaccreditarla nella sua missione più autentica di espressione dell'interesse generale e di rafforzamento della compagine nazionale''.
I partiti garantiscano più moralità
La centralità della politica sarà più facilmente riconosciuta se i partiti tenderanno "a garantire in futuro comportamenti trasparenti sul piano della moralità, nonchè più alti livelli di qualità nelle rappresentanze istituzionali e di governo". Così il Presidente della repubblica in chiusura del discorso al Quirinale per i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unita' d'Italia.
Restano fermi tempi e obiettivi del governo sulla riforma del lavoro. Il premier Monti conferma che il confronto non andrà oltre la prossima settimana, ma il round di ieri con sindacati e Confindustria a Milano non ha accorciato le distanze con le parti sociali: accordo ancora lontano, secondo la Cgil; se si va al ribasso non firmiamo, avverte Confindustria.
"Sono a conoscenza che i soldi per la politica dovevano essere destinati pro quota ai partiti che reggevano la giunta cassanese, Forza Italia e Lega Nord". Lo ha messo a verbale Gilberto Leuci, uno degli indagati nell'inchiesta lombarda a carico del leghista Davide Boni, nata da quella su un giro di tangenti a Cassano d'Adda.
Rutelli querela L'Espresso. Stamattina è andato in Procura a Roma per presentare la sua denuncia. In un articolo sul caso Lusi, l'ex tesoriere della Margherita accusato di aver distratto 25 milioni di euro dalle casse del partito, il settimanale riferisce di 866mila euro versati dall'ex tesoriere alla fondazione Cfs di cui Rutelli e' presidente.
L'inchiesta riguarda un'opera infrastrutturale mai realizzata: la bretella autostradale Lastra a Signa-Prato.