Pdl attacca pm

La sentenza Mills riapre lo scontro sulla giustizia

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La sentenza Mills ha rotto il clima di fair play instaurato con il governo di 'impegno nazionale' di Monti e per un giorno Pd e Pdl sono tornati a scontrarsi sulla giustizia. Il partito dell'ex premier, in particolare, ha attaccato i pm (nella fattispecie Fabio De Pasquale che ha sostenuto l'accusa a Milano) rei di aver cercato di spostare la prescrizione pur di condannare il Cavaliere e ne chiedono l'allontanamento dalla magistratura.

 
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Faldone del processo MIlls

Faldone del processo MIlls

Roma, 25-02-2012

La sentenza sul caso Mills, che ha prosciolto per prescrizione Silvio Berlusconi dall'accusa di corruzione, ha rotto il clima di fair play instaurato con il governo di 'impegno nazionale' di Mario Monti e per un giorno Pd e Pdl sono tornati a scontrarsi sulla giustizia. Il partito dell'ex premier, in particolare, ha attaccato i pm (nella fattispecie Fabio De Pasquale che ha sostenuto l'accusa a Milano) rei di aver cercato di spostare la prescrizione pur di condannare il Cavaliere e ne chiedono l'allontanamento dalla magistratura.

La prescrizione del reato infatti non è sufficiente per i difensori di Berlusconi, sia quelli legali (Longo e Ghedini hanno già annunciato il ricorso) che quelli politici che in un fiume di interventi e di commenti da parte di esponenti del Pdl si concentrano sulla possibilità di dimostrarne "l'innocenza". "Finita la folle corsa del pm e il tentativo di taroccare il calcolo della di prescrizione pur di ottenere condanna, solo morale, di Berlusconi. Speriamo che i giudici di Appello possano esaminare più serenamente ragioni difensive, mortificate per finire il processo prima della prescrizione", ha scritto su twitter il segretario Angelino Alfano.

E' questa la linea tenuta dal Cavaliere che nella memoria difensiva del processo, pubblicata oggi dal Giornale, scriveva: "Ritengo di avere il diritto di aspettarmi da questo collegio non una sentenza di prescrizione ma invece una sentenza di piena assoluzione per non avere commesso il fatto". "Se Berlusconi cerca l'assoluzione può sempre rinunciare alla prescrizione", gli ha replicato indirettamente Pier Luigi Bersani. Per il segretario del Pd "le sentenze non vanno commentate, ma certamente tutti hanno visto come si è svolta questa vicenda. Mentre si prendeva tempo con artifici vari, legittimi impedimenti, per far scorrere il tempo e impedire la sentenza, intanto il nostro Paese stava andando verso il disastro".

Oltre all'innocenza per Berlusconi i 'falchi' del Pdl vanno all'attacco dei magistrati, si torna a parlare di "responsabilità civile" e Maurizio Gasparri chiede che "questa gente venga allontanata dalla magistratura". Il capogruppo al Senato annuncia "iniziative in tal senso. Allontanare questa gente è un dovere per garantire i principi della Costituzione. Ne faremo una crociata". Parole di fuoco che hanno spinto la Democratica Anna Finocchiaro a chiedere a tutti di "abbassare i toni. Soprattutto farebbe bene il Pdl ad abbassarli nei confronti dei magistrati. Cercare di alzare il solito polverone contro i pm nel tentativo di nascondere le vere motivazioni di una sentenza che, come tutti sapevamo, non è di assoluzione ma di altra natura - ha ricordato Finocchiaro - mi sembra abbastanza inutile e sinceramente ipocrita e strumentale".

Non ha dubbi sulla colpevolezza del Cavaliere l'ex pm Antonio Di Pietro: "Tra un rinvio e l'altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome".

 

 

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Di Pietro: "Resta però il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione 'per non aver commesso il fatto' perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome". Gelmini: vano accanimento, ora riformare la giustizia. Cicchitto: rispettata la legge malgrado De Pasquale

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