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Si' della Commissione Giustizia della Camera, con un ok quasi bipartisan, alla riduzione a un anno della separazione prima di ottenere il divorzio, mentre sara' di due anni in caso ci siano figli minori.
Foto archivio
Roma, 23-02-2012
La commissione Giustizia della Camera ha concluso l'esame degli emendamenti al testo sul divorzio breve, che prevede la riduzione a un anno della separazione prima di ottenere il divorzio (attualmente e' di tre) mentre sara' di due anni in caso ci siano figli minori.
De Angelis (Pdl): è un primo passo
"Mi rallegro per il primo nulla osta della Commissione Giustizia al 'divorzio breve', pdl da me presentato insieme al collega Paniz, e che ha finalmente infranto il limite di tre anni per i tempi della separazione tra i coniugi. Mi rendo conto che gli snodi del tema sono molto piu' complessi, ma li potremo affrontare in seguito, quando il dibattito passera' all'aula. Sul testo, sostanzialmente, si e' creata un'intesa bipartisan che mi auguro venga perseguita anche nel proseguimento dell'iter legislativo" ha affermato il deputato del Pdl Marcello De Angelis.
Pd: norme rispondono ad attese degli italiani
"Dopo un lungo esame, finalmente e' terminato l'iter in commissione della proposta di legge sul divorzio breve. Si tratta di norme molto importanti che permetteranno di ridurre ad un anno i tempi per la separazione prima di ottenere il divorzio, nel caso in cui non ci siano figli, e a due anni quando invece sono presenti figli minori. Si tratta di un giusto equilibrio volto a garantire che i tempi che precedono una scelta cosi' complessa, e il piu' delle vote molto sofferta, siano adeguati e ragionevoli senza sottoporre i coniugi e i figli ad attese estenuanti e inutili sfinimenti. La proposta di legge, che auspichiamo si calendarizzata al piu' presto in aula, e' una equilibrata prima risposta ad un problema molto sentito nella nostra societa"'. Cosi' la capogruppo democratica nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
Nel pacchetto di astensioni anche una manifestazione davanti al ministero della Giustizia e lo stop del gratuito patrocinio e della difesa d'ufficio.