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La rivolta anti Gheddafi si allarga a Zauia, a 50 chilometri da Tripoli, dove, fino a ieri, la situazione era tranquilla.
Scontri in Libia
Tripoli, 20-02-2011
La rivolta anti Gheddafi si allarga a Zauia, a 50 chilometri da Tripoli, dove, fino a ieri, la situazione era tranquilla. "C'e' stata una manifestazione, sono stati lanciati lacrimogeni e sono stati sparati anche colpi di arma da fuoco. C'e' tensione, e questa e' una novita ' assoluta per questa citta"', afferma un responsabile della Pascucci e Vannucci, azienda di Macerata Feltria (Pesaro) che sta costruendo a Zauia uno ospedale da 550 posti letto.
Sentito al telefono racconta che il cantiere, oggi, "e" stato chiuso per motivi di sicurezza alle 15:00, con un paio d'ore d'anticipo rispetto all'orario solito. E domani, come ci ha consigliato il consolato italiano, abbiamo deciso di non lavorare".
I sette italiani che lavorano nel cantiere sono comunque appena tornati a Tripoli senza problemi. In ogni caso, spiega il dirigente, "i biglietti per un eventuale rientro in italia sono pronti e siamo in costante contatto con l'ambasciata". "La capitale libica in questo momento e' assolutamente tranquilla e c'e' meno polizia del solito - aggiunge - ma certo, il fatto che i disordini siano arrivati fino a Zauia, cosi' vicino alla capitale, un po' ci preoccupa".
Sale il bilancio delle vittime in Libia, quasi 300 morti. A Bengasi militari con rivoltosi, 'Bengasi liberata'; il rappresentante libico presso la Lega Araba ha rassegnato le sue dimissioni affermando di essersi "unito alla rivoluzione". Tripoli: stop alla cooperazione sull'immigrazione se non cessa il sostegno alla rivolta. L'amministrazione Obama chiede la fine delle violenze. Ashton: basta violenze, su immigrazione Europa fa cio' che e' giusto. In Iran almeno un morto secondo la Abc; arrestata e rilasciata la figlia dell'ex presidente. Disordini proseguono anche nello Yemen: almeno due morti.
I militari affermano di avere sconfitto le forze filogovernative e di avere quindi liberato la città. Il rappresentante libico presso la Lega Araba lascia la sede
La Libia minaccia l'Unione europea di non collaborare più in materia di immigrazione clandestina se Bruxelles continuerà a "incoraggiare" le manifestazioni nel Paese. Ma L'Unione ribadisce a Tripoli che deve fermare le violenze. Si contano 285 morti.