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A Bengasi assediato il figlio di Gheddafi. I soldati si uniscono agli insorti. Il Governo ricorre alle unità speciali per cercare di sedare la rivolta.
Libia, violenze.
Tripoli,
Il figlio di Gheddafi, Saadi, si trova a Bengazi assediato dai manifestati che vogliono arrestarlo, secondo quanto riferisce il sito Internet del quotidiano 'Libya El Yom'.
Lo stesso giornale parla inoltre di una forza militare speciale, capeggiata da Abdallah Al Senoussi -genero e capo della guardia speciale dello stesso Gheddafi- e composta da circa 1500 soldati, diretta nella citta' nell'est del Paese per prelevare Saadi e riportarlo a Tripoli.
Un dimostrante a Bengazi, in Libia, ha riferito alla Bbc che anche alcuni soldati si sono uniti alle manifestazioni di protesta.
"I soldati dicono: siamo cittadini di questo paese e non possiamo combattere contro altri cittadini", ha detto il manifestante, riferisce la Bbc online.
Il governo libico sta ricorrendo a speciali unita' militari per intervenire sui disordini nell'est della Libia composte da militari che non appartengano alle tribu' presenti nel Paese e contando cosi' su una maggiore liberta' d'azione non legata alle dinamiche tribali.
Lo riferisce alla Cnn un esule libico a conoscenza dei fatti in corso nel Paese. "Un territorio sempre maggiore nell'est del Paese e' sotto il controllo dei manifestanti per via della struttura tribale che caratterizza la Libia", ha detto la fonte anonima, riferisce Cnn sul suo sito Internet.
"Agenti di polizia e delle forze di sicurezza si rifiutano di sparare contro i manifestanti che appartengono alle loro stesse tribu' - ha affermato la stessa fonte, spiegando che proprio per superare questo 'inconveniente' il governo fa ricorso a "unita' militari di origine africana, che non hanno legami tribali e sulle quali si puo' quindi contare per una letale campagna di repressione".
"La violenza nell'est si acuira' proprio per la mentalita' vendicativa del sistema tribale", ha affermato ancora la fonte aggiungendo che i disordini potrebbero presto "estendersi ad ovest" e che "la situazione sta diventando molto pericolosa per il regime".
La Libia minaccia l'Unione europea di non collaborare più in materia di immigrazione clandestina se Bruxelles continuerà a "incoraggiare" le manifestazioni nel Paese. Ma L'Unione ribadisce a Tripoli che deve fermare le violenze. Si contano 285 morti.
Sarebbero almeno 84 i morti negli ultimi due giorni in Libia per la repressione delle manifestazioni secondo un rapporto di Human Rights Watch. Secondo Al Jazira, oggi 15 persone sono state uccise dalla polizia ad un funerale a Bengasi. Il figlio del colonnello, Saadi, assediato in albergo. Difficolta' anche per le comunicazioni con i cellulari. In Italia insorge l'opposizione per il silenzio del Governo. Berlusconi: 'Gheddafi? non l'ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno'. Giallo su morte Ben Ali.
Tre dei principali dirigenti dell'opposizione a Gibuti sono stati arrestati e sono guardati a vista, all'indomani degli scontri tra la polizia e i manifestanti che hanno fatto almeno due vittime.
"Siamo preoccupati per tutto quello che sta accadendo lì, in tutta l'area". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando Palazzo Grazioli, conversando con i giornalisti a proposito della situazione in Libia. Casini: "Il governo riferisca in Parlamento".
Sono 84 le persone rimaste uccise nei tre giorni di proteste antigovernative in Libia, secondo la stima di Human Rights Watch diffusa oggi in un comunicato. Diverse le cifre di Amnesty International che parla, invece, di 46 vittime. E sul sito www.almanaralink.com, il video della morte di un manifestante
Continua l'onda lunga delle rivolte contro i regimi del mondo arabo, che arriva a lambire anche il Regno Saudita. Ecco, di seguito, una mappa aggiornata delle manifestazioni e degli avvenimenti delle ultime ore.