Missione dell'American Jewish Committee

David Harris: due popoli due stati, ma Israele ha il diritto di esistere

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Il direttore esecutivo dell'Ajc: "L'informazione e' come addormentata, rispetto alle tragedie mondiali, si dimentica delle violazioni dei diritti umani. Il mondo abbandona il suo silenzio, pero', quando si parla di Israele". "Mai visto nessuno organizzare una Freedom Flotilla verso l'Iran".

 
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Il direttore esecutivo dell'Ajc, David Harris

Il direttore esecutivo dell'Ajc, David Harris

Roma, 10-07-2010

Si e' appena conclusa, con la visita in Russia, la missione della delegazione dell'American Jewish Committee, che ha attraversato Giordania, Israele, Italia, Azerbaijan e Ucraina.

A Roma, il direttore  dell'Ajc David Harris, all'interno dei tre giorni di visita nella capitale insieme al presidente Robert Helman, e' intervenuto in  una conferenza sul processo di pace in Medio Oriente, insieme all'Onorevole Furio Colombo e a Maurizio Caprara, del Corriere della Sera.  

C'e' una specie di "nebbia morale",  sul mondo democratico, ha detto Harris, a proposito dell'immagine di Israele nello scenario internazionale,  "che impedisce di distinguere tra democrazia e dispotismo".

Non si tratta di difendere tutte le decisioni di Israele, spiega il direttore dell'Ajc,  ma rimane il fatto che  Israele "e' una democrazia, con elezioni trasparenti, democratiche, con tribunali indipendenti ed una stampa libera".

Ma l'informazione e' come addormentata, rispetto alle tragedie mondiali, si dimentica delle violazioni dei diritti umani in Iran, o nel Myanmar,  dei massacri in Congo, delle migliaia di morti provocate dal conflitto in  Darfur, o dalle violenze in Zimbabwe, degli oltre 20mila morti in Sri Lanka. Tutte vittime in gran parte civili.

"Il mondo abbandona il suo silenzio, pero',  quando si parla di Israele, diventa ipercritica", dice Harris. Che parla di reazione quasi pavloviana. "Non ho mai visto nessuno organizzare una Freedom Flotilla verso l'Iran...", dice Harris, "eppure li' le persone vengono uccise, imprigionate, ricevono intimidazioni, perche', allora, soltanto Israele?".

Quanto al processo di pace in Medio Oriente, la soluzione e' "due Stati per due popoli".  Ma c'e' una difficolta' del mondo arabo a riconoscere al popolo ebraico "i suoi  diritti umani, e civili ad esistere". 

Non si puo' dimenticare, ad esempio, che la forza al potere a Gaza e' Hamas, inserita anche dall'Unione Europea tra i gruppi terroristici. David Harris in articoli e interviste  piu' volte ha ricordato che Hamas ha proclamato, nella sua Carta fondativa del 1988, la volonta' di distruggere Israele.  Una carta che ha anche accolto le classiche teorie cospirazioniste antisemite, predicando il genocidio degli ebrei.

La delegazione, insieme alla rappresentante dell'Ajc a Roma e presso il Vaticano, Lisa Palmieri Billig,  ha avuto diversi incontri nella capitale: il ministro degli Esteri Franco Frattini, il Presidente della Camera Gianfranco Fini,  il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, l'ambasciatore israliano in Italia Gideon Meir e quello americano David Thorne, parlamentari dei diversi schieramenti politici, e i rappresentanti della comunita' ebraica.

Nella sua tappa in Russia, David Harris ha ricordato che le relazioni dell'AJC "con quella parte del mondo risalgono al 1906, quando l'organizzazione venne fondata dagli ebrei americani, preoccupati dei  pogroms, che si diffondevano nella regione". "Alla luce di questa tragica storia - ha concluso  il direttore dell'Ajc - per non parlare degli eventi riguardanti la Seconda guerra mondiale, e le condizioni degli ebrei sovietici,  e' semplicemente stupefacente venire a Mosca e vedere il progresso che e' stato fatto qui per ricostruire una vita per la popolazione ebraica."

 

di Valeria Pannuti

 

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