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La Cassazione ha confermato la colpevolezza dei 5 imputati per il crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia nel quale morirono 27 bambini e una maestra, durante il terremoto del 2002, ma ha stabilito che per 4 imputati la pena deve essere rivista dalla Corte d'Appello di Salerno. Il legale dei familiari delle vittime: "Sentenza saggia"
La Corte di Cassazione
Roma, 28-01-2010
La Cassazione ha confermato la colpevolezza dei 5 imputati per il crollo della scuola
elementare di San Giuliano di Puglia nel quale morirono 27 bambini e una maestra, durante il terremoto del 31 ottobre 2002, ma ha stabilito che per 4 imputati la pena deve essere rivista dalla Corte d'Appello di Salerno. Confermata da subito la condanna a due anni e 11 mesi di reclusione per l'ex sindaco Antonio Borrelli.
I giudici della IV sezione penale della Suprema Corte hanno annullato la sentenza d'appello limitatamente al trattamento sanzionatorio disposto per Giuseppe La Serra, progettista della sopraelevazione effettuata sull'edificio scolastico e per il capo dell'Ufficio tecnico comunale Mario Marinaro (condannati a 6 anni e 10 mesi in
appello), nonché per i costruttori Giovanni Martino e Carmine Abiuso (condannati a 5 anni). Per i supremi giudici, infatti, vi è un difetto di motivazione nella sentenza di secondo grado relativo alla quantificazione delle pene per questi quattro imputati, che dovranno dunque essere riesaminate dalla Corte d'appello di Salerno.
Confermata in toto la condanna a 2 anni e 11 mesi di reclusione per l'ex sindaco di San Giuliano di Puglia, Antonio Borrelli, che perse una figlia nella tragedia. Rigettati dalla Cassazione i ricorsi della Presidenza del Consiglio dei ministri - dipartimento della Protezione Civile e del Ministero dell'Istruzione che chiedevano un risarcimento da parte degli imputati.
I familiari delle vittime
"Volevamo dei responsabili e ora ci sono, volevamo giustizia e verità e l'abbiamo avuta". ha detto iAntonio Morelli, portavoce dell'Associazione dei familiari delle
vittime del crollo della scuola elementare "Francesco Jovine". Morelli, in quel crollo, perse la figlia.
"A San Giuliano sono mancate le regole. Non è stato il terremoto a far crollare la scuola", ha commentato a caldo Nunziatina Porrazzo, la "madre coraggio" di San Giuliano di Puglia che, nonostante la morte del figlio sotto la "Jovine", il giorno dei
funerali trovò il coraggio di lanciare un appello alle istituzioni italiane affinché simili tragedie non accadessero più. "Sono contenta della sentenza di questa sera ma nel contempo molto rammaricata ed addolorata perché si poteva evitare la tragedia della scuola - ha detto Nunziatina Porrazzo - Oggi non si può tornare indietro, riavere i nostri figli però si ha la consapevolezza che sono stati strappati a noi ed alla vita dall'incuria e dalla negligenza umana".
"Noi non vogliamo il male di nessuno ma volevamo soltanto sapere di chi era la responsabilità di questa immensa tragedia e la responsabilità è stata acclarata.
Quella della Cassazione è una sentenza saggia perché permette agli imputati di non andare in carcere", ha commentato l'avvocato Antonio Cerulli, legale insieme con altri avvocati, dei familiari delle vittime.