Era nato a Catania 87 anni fa

E' morto il giornalista Igor Man

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Igor Man era una delle firme più prestigiose del quotidiano La Stampa. Studioso delle religioni, particolarmente attento alle questioni del mondo arabo e del Medioriente, nel 2000 aveva vinto il premio Saint-Vincent alla carriera.

 
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Igor Man

Igor Man

Roma, 18-12-2009

E' morto Igor Man, una delle firme piu' prestigiose del quotidiano La Stampa. Era nato a Catania 87 anni fa. Studioso delle religioni, particolarmente attento alle questioni del mondo arabo e del Medioriente, nel 2000 aveva vinto il premio di giornalismo Saint-Vincent alla carriera.

 

Aveva intervistato personaggi del calibro di John Fitzgerald Kennedy, Ernesto "Che" Guevara, Nikita Kruscev, l'ayatollah Khomeini e Yasser Arafat. Igor Manlio Manzella, nome d'arte Igor Man, deve la sua fama soprattutto alla sua passione per il Medio Oriente e il mondo arabo, che ha seguito passo passo in cinquant'anni di tumulti dalle colonne della Stampa. A dare l'annuncio del decesso e' stato proprio il sito internet del quotidiano torinese, per il quale comincio' a lavorare nel lontano 1963, quando direttore era Giulio De Benedetti.

 

Siddi (Federazione della stampa): testimone di un secolo
"Con Igor Man e' scomparso il testimone di un secolo, un giornalista di eccellenza, un grande inviato nella cronaca e nella storia di un mondo vissuto e conosciuto in profondita'", scrive in una nota Franco Siddi della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

"I fatti prima di tutto - prosegue -, raccontati con sapienza avendone prima penetrato tutti i risvolti, affinche' chiunque, leggendo sul giornale, potesse avere accesso vero anche alle vicende piu' complesse di geopolitica, di politica internazionale, di cronaca. Inviato speciale ed editorialista de La Stampa, dotato di grande visione politica, Igor Man si e' sempre e solo voluto definire un 'vecchio cronista'; della gente e di cio' che accadeva, non qua e la' per caso ma nei Continenti comprendendo subito come anche episodi che per taluni potevano apparire secondari fossero destinati ad incidere profondamente il corso della storia. Un cronista ma anche uno scrittore, studioso delle religioni, particolarmente attento alle questioni del mondo arabo e del medio-oriente, eppure sempre radicato alla sua terra (la Sicilia di nascita, Torino da adozione, l'Italia nel cuore, per un figlio di scrittore siciliano e di una nobil donna russa). Per le sue qualita' e doti, la Fnsi, fu tra i proponenti di base del Premio di Giornalismo Saint-Vincent alla carriera assegnatogli nell'edizione del 2000. Oggi, lo ricordiamo con ammirazione e, esprimendo il cordoglio dei giornalisti italiani, formuliamo le piu' sentite consigliante ai suoi familiari".