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Risarcimento sospeso in cambio di una fidejussione bancaria della Fininvest. E' questo l'esito dell'udienza dove i giudici dovevano decidere se prorogare la sospensiva della esecutivita' della sentenza che disponeva un risarciumento da 760 milioni di euro da Fininvest a Cir per la causa del lodo Mondadori.
Il Palazzo di Giustizia a Milano
Milano, 01-12-2009
La Fininvest davanti ai giudici ottiene la proroga della sospensione dell'esecutivita' della sentenza del giudice di primo grado Raimondo Mesiano che prevede il risarcimento record al gruppo De Bendetti di 750 milioni di euro. In cambio la societa' di Silvio Berlusconi si impegna con una fidejussione bancaria per garantire il pagamento dei danni nel caso il risarcimento dovesse essere confermato dal giudizio d'Appello che prendera' il via il prossimo 23 febbraio davanti ai giudici della seconda corte d'Appello.
La concretezza della fidejussione sara' verificata il prossimo 22 dicembre in una udienza che dovrebbe essere del tutto interlocutoria. "Tutti felici, sarebbe stato inutile uno spargimento di sangue in questa fase" sono le parole di Romano Vaccarella, capofila dei legali berlusconiani, l'unico rappresentante che si ferma a parlare con i giornalisti mentre tutti gli altri vanno via.
Tutti felici davvero? No, e' il primo a dirlo non e' uno che passa per caso in questa storia. Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri fa sapere a stretto
giro di posta: "La fidejussione ha un costo e danneggia Fininvest e Mediaset, blocca la capacita' di movimenti finanziari".
Altre importanti conseguenze della tregua armata sono quelle del mercato. Resta forte Cir in Borsa. Il titolo Cir guadagna il 3,02% a 1,67 euro sui livelli precedente la notizia arrivata da Palazzo di Giustizia in una giornata peraltro vivace su tutto il listino milanese. Tra quelli coinvolti nella vicenda ha allungato il passo anche la casa editrice di Segrate (Mondadori +3,56% a 2,9 euro) e prosegue bene anche l'altra controllata di Fininvest quotata a Piazza Affari, Mediaset (+2,97% a 5,2).
La tesi di Vaccarella e' che entrambi i contendenti avevano bisogno di giocare a bocce ferme perche' c'e' il bisogno comune a tutti di una decisione nel merito che arrivi a breve. I giudici si sarebbero impegnati a definire il processo d'Appello entro la fine del 2010, cioe' in meno di un anno. Nel caso mantenessero l'impegno preso si tratterebbe di una sorta di record di velocita'.
Per il momento almeno a livello di legali c'e' tranquillita'. La Fininvest ha ottenuto quello che voleva e per il momento non deve sborsare un euro agli avversari. La Cir si sente piu' che garantita. Nel caso non pagasse Fininvest ci sarebbe l'istituto di credito, peraltro ancora da individuare. Si sa solo che si tratta di una banca "primaria" e non poteva essere diversamente considerando l'oggetto del contendere.
La storia e' ancora lunga, molto
Ci sono ancora da quantificare i danni morali, gia' accertati in primo grado da Mesiano, che ha lasciato il compito a un suo collega per ragioni di tempo. Sara' Cir ad avviare un'altra causa chiedendo altri soldi, ma in discussione c'e' solo il quantum. Insomma ci sara' una ulteriore puntata con un nuovo contenzioso milionario.
E' una storia infinita alla quale solo in apparenza sembrava aver messo un punto fermo l'accordo raggiunto tanti anni fa tra Berlusconi e De Benedetti, con la regia della politica (Craxi e Andreotti) che non voleva che uno dei due imprenditori si prendesse tutta la casa editrice. A riaprire i giochi fu la magistratura milanese con le indagini di "toghe sporche", arrivando a dimostrare con sentenza definitiva che la decisione della corte d'Appello romana che annullava il lodo arbitrale favorevole a Cir era stata comprata. Berlusconi, indagato e imputato, ne usci' con la concessione delle attenuanti generiche e conseguente prescrizione. Ma a livello di giustizia civile
Fininvest, beneficiaria della compravendita giudiziaria, e' stata considerata responsabile attraverso il cavaliere di Arcore quale legale rappresentante, e condannata a pagare.
La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione, in via provvisoria, della esecutività della sentenza con cui la Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir per la vicenda del Lodo Mondadori. Lo ha reso noto la stessa Fininvest.
Nel pomeriggio gli avvocati sosterranno le loro tesi in nuove arringhe. La decisione della Suprema corte e' prevista fra stasera e domani mattina.
Condanne confermate per l'ex ministro della Difesa Cesare Previti, gli avvocati Attilio Pacifico e Giovanni Acampora e per l'ex giudice Vittorio Metta nell'ambito del procedimento per il Lodo Mondadori.
Ok anche alla proposta di sospendere l'esecutività della sentenza, che ha ingiunto all'holding di casa Berlusconi di versare 750 milioni di euro alla Cir della famiglia De Benedetti.
