Vota:
Votata: 90volte,
Indice di gradimento: 2.35
"Il messaggio, che arriva soprattutto a noi che viviamo vicini a questa terra, e' forte. Occorre un segnale forte per battere l'ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega".
Roberto Castelli
Roma, 29-11-2009
"Ancora una volta dagli svizzeri ci viene una lezione di civiltà". E' il commento del leghista Roberto Castelli, vice ministro ai Trasporti.
"Il messaggio, che arriva soprattutto a noi che viviamo vicini a questa terra, e' forte. Occorre un segnale forte per battere l'ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega".
"Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l'inserimento della croce nella bandiera italiana".
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, non vede il nesso fra il voto sul divieto di costruire minareti in Svizzera e la provocazione del viceministro Roberto Castelli che propone di mettere la croce nel Tricolore.
"La Svizzera spezza i minareti" come arbusti. Questo e' il titolo che oggi campeggia sul tabloid elvetico Blick e che riassume le origini e le conseguenze del voto di ieri in Svizzera. Ha prevalso la "Paura degli altri", un "Voto di pancia" e' uscito dalle urne, l'"Irrazionalita'" ha prevalso: all'indomani del si' a favore dell'iniziativa contro la costruzione di minareti, editoriali e commenti di stupore misto a preoccupazione tentano di dare una lettura della scelta fatta nel segreto delle urne dai cittadini elvetici, diversa da quella espressa alla vigilia nei sondaggi.
Al referendum sul bando alla costruzione di minareti in Svizzera hanno vinto i sì: il 57,5% degli elettori ha accolto la proposta avanzata dall'estrema destra. Delusione è stata espressa da parte dei musulmani, dei vescovi elvetici e delle organizzazioni umanitarie internazionali, che parlano di una violazione delle libertà fondamentali.
