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Più che droga tagliata male, fu l'eroina ad uccidere Gianguerino Cafasso, il pusher trovato morto il 12 settembre scorso a Roma all'hotel Romulus sulla Salaria. Eroina fatale all'assunzione per un abituale consumatore di cocaina, secondo gli esperti e i farmacologi.
Gianguerino Cafasso
Roma, 24-11-2009
Più che droga tagliata male, fu eroina camuffata da cocaina ad uccidere Gianguerino Cafasso, il pusher trovato morto il 12 settembre scorso a Roma all'hotel Romulus sulla Salaria. Eroina fatale all'assunzione per un abituale consumatore di cocaina, secondo gli esperti e i farmacologi: così, Cafasso morì in pochi minuti, rivela chi indaga sulla morte del pusher legato a Brenda e fornitore di stupefacenti per altri trans. Lo stesso Cafasso tentò di commercializzare il video a luci rosse con Piero Marrazzo e Natalie.
Il fascicolo sul decesso di "Rino" Cafasso, per ora rubricato secondo l'articolo 586 del codice penale, ossia morte o lesioni come conseguenza di altro delitto (nella fattispecie cessione di droga) potrebbe ben presto essere rubricato come omicidio volontario. Il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, aspetta i risultati ufficiali e finali della consulenza tossicologica. Una prima risposta però c'è e rileva l'assunzione - fatale a Cafasso - di eroina.
Il sospetto degli investigatori è che chi ha fornito l'eroina sapesse degli effetti letali che avrebbe provocato.
Sulla morte di Cafasso è aperto ormai da un mese un fascicolo dove si ipotizza contro ignoti il reato di morte conseguente ad altro delitto. Ma soltanto quando si conosceranno gli esiti dell'indagine tossicologica in corso si decidera' se l'ipotesi accusatoria debba essere mutata.
Al momento della morte con Cafasso c'era un trans, Jennifer, ascoltato nei giorni scorsi in Procura come testimone del fatto. E' sfuggito alla morte perché, al contrario di Cafasso, non ha fatto uso della sostanza che ha provocato il decesso del suo compagno.
Per quanto riguarda gli altri aspetti dell'indagine sulla morte di Brenda, ancora non c'è stata alcuna comunicazione al magistrato circa il contenuto del computer trovato nell'appartamento di via Due Ponti dopo che e' stato scoperto il corpo senza vita del trans coinvolto a sua volta nel caso Marrazzo. Anche gli accertamenti dal punto di vista tossicologico per il momento non hanno fornito risposte per poter dare un quadro approssimativo sulle condizioni di Brenda nei momenti che hanno preceduto il suo decesso.
Mancano solo gli esami tossicologici. Potrebbe essere rubricato a breve con l'ipotesi di omicidio volontario il fascicolo sulla morte di Gianguerino Cafasso, detto 'Rino', il pusher del caso Marrazzo, indicato come colui che girò il video che ritraeva l'ex presidente della Regione Lazio con il trans Natalie
"Che Marrazzo si drogasse e' una bugia. Lui non ha preso cocaina. Lo conoscevo da 8 anni e non mi ha mai chiesto o mi ha portato cocaina. Io, per me, ho fatto anche delle analisi da cui risulta che non ho nulla, sono pulita".
Mettere il pc di Brenda in acqua nel lavandino può non aver cancellato la memoria. Anche se bagnato, sottolineano fonti investigative, è possibile recuperare il contenuto dell'hard disk. E' quello che gli esperti faranno nei prossimi giorni.
Nella casa del transessuale sono stati trovati dei tranquillanti. La tac ha anche escluso la presenza di lesioni sul corpo di Brenda. Anche oggi le amiche di Brenda hanno ribadito che lei, dopo lo scandalo che ha travolto l'ex presidente della Regione, Pier Marrazzo, stava male psicologicamente e aveva paura.
