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Si è conclusa l'udienza al processo con rito abbreviato che vede come unico imputato Alberto Stasi, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, assassinata il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco.Irrisolto il quesito sulle scarpe immacolate. Il processo è stato aggiornato al 10 dicembre prossimo
Alberto Stasi
Pavia, 21-11-2009
Si e' conclusa l'udienza al processo con rito abbreviato che vede come unico imputato Alberto Stasi, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, assassinata il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco. Il professor Nello Balossino, l'esperto nominato dal Gup Stefano Vitelli, che oggi ha presentato la sua perizia sulla 'camminata' di Stasi, e' uscito dal tribunale senza rilasciare dichiarazioni. Il processo e' stato aggiornato al 10 dicembre prossimo, quando e' previsto l'inizio della discussione finale.
E' altamente improbabile, ma non del tutto impossibile che Alberto Stasi, l'unico imputato, non abbia calpestato macchie di sangue nel momento in cui, secondo il suo racconto, entro' in casa Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco e trovo' Chiara morta.
"Uno zero non e' detto che sia assoluto" ha detto oggi durante una pausa del processo Nello Balossino, esperto di elaborazioni di immagini dell'universita' di Torino. Durante una precedente udienza aveva infatti stabilito che ci sono zero possibilita' su 75mila che l'ex bocconiano evitasse le tracce ematiche uscendo dalla casa e una su 41mila in entrata. Possibilita' che aumentano mano a mano che si escludono dal campo le macchie di sangue piu' piccole, fino a 16 millimetri, perche' seccano piu' in fretta.
Una relazione, quella di Balossino, che non e' certo a favore di Stasi, ma anzi e' quella tra le quattro perizie chieste dal gup lo scorso 30 aprile che piu' di tutte e' coerente con la tesi dell'accusa. Il suo lavoro e' stato pero' messo comunque in discussione oggi da pm rappresentanti della parte civile.
La simulazione della camminata fatta dallo stesso Stasi all'istituto don Gnocchi di Milano, a loro parere, e' innaturale e quindi poco attendibile. Lo studio poi non considera il passaggio che Stasi ha detto di avere fatto su due gradini, molto sporchi di sangue, che portano al punto in cui fu trovato il cadavere di Chiara.
Una lacuna che Vittorio Barili, consulente tecnico della famiglia Poggi, ha tentato di colmare oggi con il deposito di una memoria illustrata in aula anche con l'ausilio di un filmato. Ammesso anche che su quei gradini il sangue fosse gia' secco nel momento del passaggio di Stasi, e' il suo ragionamento, la torsione della scarpa e la pressione maggiore impressa dal piede da una persona quando sale o scende da quelle scale rispetto a quando cammina in piano avrebbe dovuto frantumare le tracce ematiche, trovate invece intonse.
A maggior ragione, in caso di sangue ancora fluido, l'orma delle scarpe Lacoste di Stasi sarebbe dovuta essere evidente. Una relazione che induce a ritenere, come sostiene la Procura, che Stasi abbia in realta' solo finto di trovare Chiara cadavere dopo averla uccisa ed essersi liberato delle scarpe.
Rimane infine il mistero dell'impronta diversa da tutte le altre, di dimensioni piu' piccole, che Balossino ha trovato vicino al cadavere di Chiara, ma non e' riuscito a attribuirla.
Finito oggi l'esame delle perizie, il processo riprendera' il 10 dicembre con la requisitoria dell'accusa, poi parleranno le parti e infine il 17 dicembre iniziera' la camera di consiglio per la sentenza.
