Rugby

Italia k.o. con i campioni del Sudafrica

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32-10 con i campioni del mondo. Ora Samoa nel mirino degli azzurri. A fare la differenza e' l'imprendibile Habana. L'uomo-ghepardo mette lo zampino in quasi tutte le realizzazioni dei suoi.

 
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Sergio Parisse

Sergio Parisse

Udine, 21-11-2009

Dura solo un tempo il sogno dell'Italia di spaventare i campioni del mondo del Sudafrica. Alla lunga, gli Springboks dimostrano la loro superiorita' e confermano la maledizione dei 19 punti: mai, nella loro storia, gli Azzurri sono riusciti a limitare il passivo sotto tale soglia. Rispetto al bel match contro la Nuova Zelanda, l'Italia di Mallet fa un passo indietro dal punto di vista fisico, seppur confermando nella mischia il suo punto di forza.

A fare la differenza e' l'imprendibile Habana. L'uomo-ghepardo mette lo zampino in quasi tutte le realizzazioni dei suoi e rompe il ghiaccio gia' al 5', quando sfrutta una superiorita' numerica causata da una sciagurata entrata fuori tempo di Favaro. Non rende, dunque, la mossa del ct italiano di concedere un turno di riposo a Mauro Bergamasco, letteralmente acclamato dal pubblico quando fa il suo ingresso a partita ampiamente compromessa. Durante l'uscita di Favaro, il Sudafrica trova anche il tempo di segnare una seconda meta con Fourie (eletto "man of the match", ma ancora una volta ispirato da Habana) e potrebbe dilagare se Steyn non avesse le polveri bagnate: il cecchino fallisce un calcio (palo) e perfino la prima trasformazione. Due errori di fila: per lui quasi un evento, negativo naturalmente.

Quando tornano in parita' numerica, gli azzurri tirano fuori il carattere e giocano i venti minuti piu' belli della gara. I 30.000 del Friuli si esaltano con loro il beniamino di casa, l'udinese Alessandro Zanni. Al 25' va a un palmo dalla meta ma gli Springboks lo bloccano e cosi' svanisce il sogno di una vita sportiva. Respinto il primo assalto, i sudafricani non possono nulla quando Gower, con un'intuizione fantastica, pesca Garcia e gli spiana un'autostrada verso la meta. Il Friuli esplode e quella meta ai campioni del mondo esalta gli azzurri. Sullo slancio, Parisse e compagni producono il massimo sforzo e solo per una questione di millimetri Mirco Bergamasco non si ritrova, dopo un rimpallo fortunoso, con la strada sgombra verso la segnatura del pareggio. Gower e Mclean falliscono due calci e si va al riposo sul 12-7. Nella ripresa, il Sudafrica, che viene da una stagione massacrante e da tre ko di fila nell'European Tour, non paga dazio e i verdeoro dettano ritmi e schemi. Habana fa tremare gli azzurri quando prende la palla, come al 12' quando serve un assist che du Preez deve solo accompagnare nell'area di meta. A meta' tempo il calcio vincente di Gower serve soltanto a limitare il passivo. La vittoria, dopo 13 sconfitte di fila ma anche tanto bel gioco con le grandi del rugby, potrebbe arrivare sabato ad Ascoli, contro il Samoa che precede l'Italia nel ranking mondiale. Sarebbe il premio, oltre che per la squadra, per i fantastici 80.000 di San Siro e i 30.000 del "Friuli" che, oggi, per piu' di 15 minuti hanno fatto una fantastica ola intorno alla palla ovale.

 

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