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"Se vuole, se ne vada". E' giunta tempestiva la risposta di Google al magnate dell'informazione Rupert Murdoch, che ha accusato il motore di ricerca di "rubare" le notizie trasmesse via internet dalle sue testate, minacciando di bloccare i contenuti online di "Wall Street Journal", "The Times" e "Sun".
Rupert Murdoch
Roma, 11-11-2009
"Se vuole, se ne vada". E' giunta tempestiva la risposta di Google al magnate dell'informazione Rupert Murdoch, che ha accusato il motore di ricerca di "rubare" le notizie trasmesse via internet dalle sue testate, minacciando di bloccare i contenuti online di "Wall Street Journal", "The Times" e "Sun".
Google ha ribattuto che, se vuole, l'azienda di Murdoch, come qualsiasi altra, può chiedere di togliere in qualsiasi momento i suoi contenuti da Google News. La società di Mountain View ha spiegato che grazie a "semplici standard tecnici" le notizie possono essere rimosse in qualsiasi momento", e chi le produce ha "il completo controllo su se e quanto dei loro contenuti appare in caso di ricerca".
Insomma, se Murdoch non vuole apparire su Google News "non deve fare altro che chiedercelo". Ma i produttori in genere sono ben contenti del servizio, perché costituisce una "formidabile fonte di promozione", in quanto consente di avere "circa 100 mila click al minuto".
Inoltre, sostiene sempre Google, è "pienamente in linea con la legge sul copyright".
Non è ancora la resa a Murdoch, ma Google apre per la prima volta a contenuti editoriali a pagamento su Google News. Il motore di ricerca lancia un dispotivo che obbliga i navigatori a identificarsi e a pagare nel caso in cui consultino oltre cinque articoli attraverso i suoi servizi.
E' Microsoft l'asso nella manica di Rupert Murdoch. Secondo il Financial Times, News Corp sta discutendo con la società di Bill Gates un accordo per indicizzare su Bing le news dei giornali e dei magazine del gruppo. L'intesa a giudizio di FT prepara il terreno "per uno scontro fra motori di ricerca che potrebbe offrire un raggio di luce all'industria dei giornali".
Non ha detto che "ci rubano le news", come rupert Murdoch, ma Fedele Confalonieri la pensa allo stesso modo sui motori di ricerca, da Youtube a Google, che devono remunerare in qualche modo i contenuti che diffondono. Altrimenti, dice il presidente di Mediaset, chi produce questi contenuti smetterà di investire.
