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Più risorse per l'agricoltura: ovvero tornare a investire nel settore rurale e agricolo quel 17 per cento del totale degli Aiuti allo sviluppo che negli anni '80 consentì all'India e ai Paesi dell'America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la 'rivoluzione verde'. E' questa la formula per combattere la fame nel mondo rilanciata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, a quattro giorni al vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, a Roma. 1,02 miliardi di persone soffre la fame.
Jacques Diouf
Roma, 11-11-2009
Più risorse per l'agricoltura: ovvero tornare a investire nel settore rurale e agricolo quel 17 per cento del totale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che negli anni Ottanta consentì all'India e ai Paesi dell'America Latina di risollevarsi dalla crisi alimentare con la 'rivoluzione verde'. Una percentuale che gli esperti della Fao hanno tradotto in circa 44 miliardi di dollari all'anno, cifra molto lontana dal 5 per cento delle risorse oggi destinate all'agricoltura (erano il 3,6 per cento prima del G8 dell'Aquila).
E' questa la formula 'anti-fame' rilanciata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, quando mancano quattro giorni al vertice mondiale sulla sicurezza alimentare indetto a Roma da lunedì proprio dall'agenzia delle Nazioni Unite.
"Sconfiggere la fame non è un'utopia, non è un sogno", ha sottolineato Diouf in conferenza stampa, "perché è già successo in passato. Ma pensare di sradicarla in questi tempi di crisi economica senza un rilancio concreto del settore agricolo e rurale è impensabile. Il sostegno ai piccoli agricoltori, che rappresentano 2 miliardi di persone, ovvero un terzo della popolazione mondiale - ha avvertito il direttore generale Fao - è la chiave per uscire dalla fame. Sono i piccoli contadini il veicolo per eliminarla e scongiurare la tragica prospettiva di disperazione, morte e malattie che si profila qualora la nostra battaglia fallisse".
In un lungo discorso a braccio, spesso portato avanti in modo concitato, Diouf ha lanciato un appello ai capi di Stato e di governo e ai loro rappresentanti che convoglieranno al vertice di Roma, affinchè "si rendano conto che è venuto il momento di un'azione immediata e decisiva per porre il tema della lotta contro la fame tra le priorità dell'agenda politica globale".
Perché, ha insistito Diouf, "oggi nel mondo ci sono oltre un miliardo di affamati e la fame genera rabbia, che è potenziale fonte di conflitti. Ne sono dimostrazione i tumulti scoppiati di recente in 22 Paesi in via di Sviluppo a causa dell'impennata del costo delle derrate alimentari. Per non parlare dell'immigrazione forzata, che oggi tanto preoccupa i Paesi ricchi".
Il Papa partecipa all'apertura dei lavoro
Papa Benedetto XVI parteciperà, lunedì mattina, alla prima giornata di lavori del vertice mondiale Fao sulla sicurezza alimentare. Lo ha confermato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf. Ancora non ufficiali, invece, gli altri arrivi 'che contano' al vertice di Roma. "Non posso ancora rivelare i nomi dei capi di Stato e di governo che parteciperanno per non creare aspettative che potrebbero essere disattese", ha spiegato il direttore generale Fao, "aspetteremo fino all'ultimo per rivelarli. Ma già da adesso posso dire che stanno arrivando moltissime conferme".
In ambienti Fao hanno comunque già dato per scontato l'arrivo, tra gli altri, del leader libico Muammar Gheddafi, del capo di Stato egiziano Hosni Mubarak, e di quello dello Zimbabwe Robert Mugabe, oltre al premier turco Tayyip Erdogan e ai presidenti di Venezuela e Brasile, Hugo Chavez e Luiz Ignacio Lula.
1,02 miliardi di persone soffre la fame
Il numero delle persone che soffrono la fame ha raggiunto il picco storico di 1,02 miliardi. Il rapporto presentato alla stampa da Diouf, ha commentato lo stesso direttore generale dell'agenzia dell'Onu, "fornisce un messaggio di speranza: la battaglia contro la fame può essere vinta. Quello che serve è l'impegno risoluto degli stessi Paesi in via di sviluppo ed un forte sostegno da parte della comunià internazionale".
Campagna online
Diouf ha inoltre lanciato una campagna online contro la fame, chiedendo al pubblico di firmare un appello per porre fine alla fame. Lo stesso documento analizza in dettaglio i fattori di fondo che sottostanno al successo di quattro paesi nel ridurre in modo significativo la fame: Armenia, Brasile, Nigeria e Vietnam.
Quattro sono i denominatori comuni dietro queste storie di successo: innanzitutto la creazione di un ambiente favorevole che promuova la crescita economica ed il benessere; in secondo luogo, gli investimenti nel settore rurale ed il raggiungimento dei piu' vulnerabili; terzo, far sì che i successi raggiunti siano difesi e mantenuti; ultimo, pianificare un futuro sostenibile.
Il controverso presidente dello Zimbabwe, Robert Gabriel Mugabe, è a Roma per il vertice mondiale Fao sulla sicurezza alimentare. Folta la delegazione al suo seguito, oltre 60 persone tra funzionari ministeriali e guardie del corpo.
