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Il Ministro dell'economia tremonti, esclude ogni intervento sulle pensioni: "Se la parola e' tagli, mai finche' ci saro' io": ha detto in occasione del vertice dei ministri economico finanziari dell'Unione europea, in corso a Bruxelles.
Giulio Tremonti
Bruxelles, 10-11-2009
"La commissione europea prende atto e conferma i tempi di rientro" del deficit al di sotto del 3% del Pil. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sottolinea che, in base alle proposte che la commissione europea approverà mercoledi' prossimo, "noi non dobbiamo fare alcuna manovra, dobbiamo mantenere la Finanziaria e non fare di più".
In effetti, come ha ricordato il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, il percorso di rientro "inizia dal 2010 e prende tre anni di tempo. Questo ci consente un taglio del deficit di bilancio non superiore allo 0,5%".
Nel corso della conferenza stampa al termine dell'Ecofin il ministro, riferendosi alla raccomandazione che la Commissione presenterà domani e in cui chiedera' all'Italia di riportare il deficit sotto il 3% nel 2012, ha spiegato: "Tutti devono prendere una medicina. A noi è stata data la possibilità di andarci a curare prima ma di prendere la medicina in piccole dosi. Dalla Commissione c'è stata una valutazione oggettivamente molto positiva. La medicina la devono prendere tutti ma tra prima e dopo è meglio prima, a piccole dosi che non rischiano di essere dannose".
E a chi gli chiedeva un commento sul problema della riforma delle pensioni visto l'invecchiamento della popolazione, Tremonti risponde: "Se la parola è tagli, mai finché ci sono io. Non è come parlare di riforma delle Rc auto, è la vita della gente".
"Se c'è bisogno di fare deficit si fa solo per la cassa integrazione". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo ai lavori della Commissione bilancio della Camera sulla Finanziaria.
"Può essere che il 2010 chiuda con un segno positivo o particolarmente positivo con 1% o piu' di 1%". Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti vede la luce in fondo al tunnel e all'assemblea dell'Unione industriali di Roma azzarda una stima sulla ripresa in Italia. Ma, aggiunge, "notiamo che non è un uno da sopra ma un uno da sotto".
