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Le piogge torrenziali costringono alla fuga 16 mila persone. Una situazione disperata in un paese dove si muore per fame.
Un posto di blocco dei guerriglieri, in Somalia
Mogadiscio, 10-11-2009
Sono almeno 16 mila i senza tetto in Somalia, messi a dura prova delle piogge torrenziali che si sono abbattute sul sud del paese africano.
Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello, lamentando la pochezza dei fondi a disposizione per le emergenze in uno dei paesi più poveri e disgraziati del mondo, dove si calcola che ammontino ad almeno 3 milioni e 600 mila le persone dipendenti dall'esclusivo aiuto umanitario, raddoppiate nell'arco di un solo anno.
Le inondazioni si aggiungono ora ad una situazione già aggravata dai conflitti interni per la conquista del potere che vedono in lotta le diverse fazioni, a scapito della popolazione inerme, in larga parte fuggita dalle principali città, Mogadiscio in testa, nelle quale si combatte.
Le piogge hanno colpito in particolare la regione di Hiraan e di Gedo, nel Basso Schebeli, il fiume a sud di Mogadiscio, che ha sfondato gli argini, come pure il Giubba a Kisimaio, al sud.
"I finanziamenti a disposizione sono davvero al minimo", denuncia l'Onu, spiegando di avere ottenuto solo il 60% dei finanziamenti previsti per il 2009, pari a 570 milioni di dollari, compresi 200 provenienti dal bilancio del 2008.
"Assistiamo ad una risposta assai tiepida da parte dei donatori", spiega il portavoce signora Byrs, "con il rischio che aumentino le persone alla fame, costrette dunque ad abbandonare il paese in cerca di miglior vita nelle regioni frontaliere, destinate ad affollare i campi profughi. Il peggiore scenario previsto nel'immediato", spiega ancora la signora Byrs, "prevede la fuga dalla Somalia di almeno 283 mila persone".
