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Al piu' tardi mercoledi' Berlusconi conta di ritrovarsi con Bossi e Fini per verificare se esiste nella maggioranza la volonta' dichiarata di "scudare" politicamente il presidente del Consiglio sulle questioni della giustizia. Calderoli, intesa vicina.
Fini, Berlusconi e Bossi
Roma, 08-11-2009
Al piu' tardi mercoledi' il premier Silvio Berlusconi, secondo quanto si apprende in ambienti della maggioranza, conta di ritrovarsi con il leader della Lega Umberto Bossi e il presidente della Camera Gianfranco Fini per verificare se esiste nella maggioranza la volonta' dichiarata di "scudare" politicamente il presidente del Consiglio sulle questioni della giustizia. L'attenzione e' tutta sulla "durata del processo", cioe' sulla prescrizione.
Sul tema l'Italia ha subito una procedura di infrazione da parte dell'Unione europea per la lungaggine eccessiva dei diversi gradi di giudizio. Ma il tema e' cambiato, e da urgenza che era e' diventato un'emergenza vera e propria dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta. Agli alleati il premier, secondo gli stessi ambienti, Berlusconi chiedera' un impegno chiaro e deciso su cinque punti: la riforma del processo penale e delle intercettazioni (i due provvedimenti, approvati alla Camera, sono fermi al Senato); la riforma costituzionale della giustizia; la riforma del meccanismo di elezione del Csm; la durata dei processi.
Calderoli, intesa vicina poi le riforme
"Sono ottimista sul fatto che si sia vicini a una soluzione condivisa, credo che si sia quasi al testo finale". Lo dice il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, interpellato telefonicamente, sulla questione del dibattito in maggioranza sulla giustizia. "Risolto questo - aggiunge - si creera' il clima per poter lavorare per l'interesse del Paese, con le riforme". Calderoli sottolinea che "va superato il problema che tutti sono uguali davanti alla legge ma anche la legge e' uguale per tutti e Berlusconi non puo' essere stato un santo finche' era un imprenditore e poi e' entrato in politica ed e' cambiato tutto". "Deve essere messo nelle condizioni di governare - conclude - perche' cosi' ha deciso il popolo".
"Gli autografi si chiedono a Sting non ai deputati. Ma sono convinto che le volontà che Feltri attribuisce a Berlusconi non sono tali". Cosi' Gianfranco Fini, ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" ha commentato l'ipotesi formulata da Feltri che Berlusconi chieda a tutti i parlamentari del Pdl di firmare un documento che lo impegna ad appoggiare una legge di "scudo" rispetto ai suoi processi.
