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Brown propone di tassare le transazioni finanziarie

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Il premier britannico Gordon Brown ha indicato la creazione di una "tassa globale sulle transazioni finanziarie" tra le ipotesi per evitare gli eccessi del sistema finanziario.

 
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Gordon Brown

Gordon Brown

St Andrews, 07-11-2009

Il premier britannico Gordon Brown ha indicato la creazione di una "tassa globale sulle
transazioni finanziarie" tra le ipotesi per evitare gli eccessi del sistema finanziario.

Brown ha tenuto a precisare che il suo Paese non intende agire da solo sul tema
della tassazione delle transazioni finanziarie internazionali, spesso detta anche Tobin Tax.
"Fatemi essere chiaro - ha detto - la Gran Bretagna non si muovera' a meno che non ci si muova tutti insieme".

L'obiettivo di una tassazioni sulle transazioni internazionali, ha spiegato il premier britannico, sarebbe quello di rendere le banche piu' responsabili nei confronti delle societa'.
Brown ha sottolineato la necessita' di evitare "costi proibitivi" per il settore bancario ma ha detto ai ministri finanziari del G20: "Non penso che queste difficolta' dovrebbero impedirci di considerare con urgenza la misura legittima che abbiamo discusso".

No comment di Draghi
"No comment": cosi' ha reagito al termine del G20 finanziario in Scozia il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, in qualita' di presidente del Financial stability board (Fsb) alla possibilita', evocata dal premier britannico Gordon Brown di considerare una tassa sulle transazioni finanziarie internazionali.

"Il primo ministro ha elencato una serie di possibili opzioni. Non e' una cosa che e' stata presentata nel dettaglio - ha aggiunto - Dovremmo vedere esattamente di cosa si tratta. In questa fase assolutamente non posso commentare".

Tremonti; meglio bloccare la speculazione che tassarla
La proposta sulla tassazione delle transazioni finanziarie internazionali "gira da almeno 20 anni" ma e' meglio bloccare la speculazione che tassarla dopo. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha commentato cosi'
la proposta lanciata dal primo ministro britannico
Gordon Brown.

Le dichiarazioni del premier britannico rappresentano un deciso cambio di orientamento di Downing Street sulla tassa. La Gran Bretagna e' sempre stata indicata come uno dei principali oppositori a questa idea, nel timore di recare gravi danni alla City di Londra, il principale distretto finanziario europeo.

Ma il dibattito su nuove versioni della Tobin Tax ha subito un'improvvisa accelerazione dall'esplosione della crisi lo scorso anno, con la Francia che e' stata tra le
nazioni che hanno spinto di piu' per la sua introduzione.

La tassa e' stata per la prima volta proposta nel 1971 dal premio Nobel James Tobin (dal quale prende il nome) con l'obiettivo di ridurre la speculazione sui mercati finanziari internazionali anche se e' stato lo stesso Tobin in seguito ad esprimere dubbi sulla effettiva praticabilita' della misura.

Nessun accordo finanziario sul clima
Il G20 non ha trovato un accordo su come finanziare la lotta al cambio climatico. Nel comunicato finale del vertice infatti i paesi si limitano ad affermare di
aver "discusso una serie di opzioni" e si impegnano a definire in futuro "delle opzioni per il finanziamento" in vista del vertice di Copenhagen.

La crisi economica non è finita
Il mondo ha risposto con forza alla crisi economica, ma questa non e' ancora finita, e non ci si puo' abbandonare all'autocompiacimento, "che e' il nemico della ripresa": ha detto il primo ministro britannico, per il quale "siamo solo a meta' della strada nella gestione delle cause della crisi".
Brown ha ribadito la posizione gia' chiarita dal cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling, la Gran Bretagna non vuole che le misure di stimolo siano abbandonate: "Dobbiamo continuare con quelle politiche che ci hanno aiutati a stabilizzare le nostre economie durante questo anno e a far partire la ripresa. E mentre recenti indicatori di espansione economica generano cauto ottimismo, esse non sono un motivo per
cancellare prematuramente gli stimoli economici".
Per il premier, e' essenziale la riforma condivisa del sistema finanziario e bancario globale: "I mercati finanziari globali devono avere maggiore allineamento con i valori della maggioranza delle persone: duro lavoro, responsabilita', integrita' e giustizia... non puo' essere accettabile che i benefici del successo di questo settore siano raccolti da pochi ma i costi del fallimento siano sopportati da tutti noi".

 

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