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Silvio Berlusconi è "corresponsabile della vicenda corruttiva" alla base dellav sentenza con cui la Mondadori fu assegnata a Fininvest. Lo scrive il giudice Raimondo Mesiano nelle 140 pagine di motivazioni con cui condanna la holding della famiglia Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti.
Silvio Berlusconi
Roma, 05-10-2009
Silvio Berlusconi è "corresponsabile della vicenda corruttiva" alla base della sentenza con cui la Mondadori fu assegnata a Fininvest. Lo scrive il giudice Raimondo Mesiano nelle 140 pagine di motivazioni con cui condanna la holding della famiglia Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti. "E' da ritenere - scrive il giudice -, 'incidenter tantum' e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede".
La "corresponsabilita"' di Silvio Berlusconi, scrive il giudice Mesiano, comporta "come logicaconseguenza" la "responsabilita' della stessa Fininvest", questo "per il principio della responsabilita' civile delle societa' di capitali per il fatto illecito del loro legale
rappresentante o amministratore, commesso nell'attivita' gestoria della societa' medesima".
"Sono letteralmente allibito: è una sentenza al di là del bene e del male, è certamente una enormità giuridica". In una nota, Silvio Berlusconi dice la sua sul lodo Mondadori, sulle motivazioni di una sentenza che lo indica come corresponsabile della corruzione che danneggiò la Cir di Carlo De Benedetti:"Sappiano comunque tutti gli oppositori che il governo porterà a termine la sua missione quinquennale e non c'è nulla che potrà farci tradire il mandato che gli italiani ci hanno conferito".
Umberto Bossi "frena" sulla soluzione di un ritorno alle urne in caso di verdetto negativo da parte della Consulta sul Lodo Alfano. "Penso che non andremo al voto - ha detto Bossi parlando a margine di un sopralluogo sui progetti di navigazione fluviale in Pianura padana - comunque noi siamo sempre pronti anche se penso che andremo avanti a fare le riforme".
"Mentre il governo Berlusconi affronta con energia e consenso largamente maggioritario la realizzazione degli impegni assunti con gli elettori e ogni emergenza, si tenta, vanamente, di delegittimarne l'azione. Siamo certi che questo disegno non troverà spazio nelle Istituzioni e, ciascuno nella sua diversa responsabilità, agiscano partendo dal presupposto del rispetto della legalità e della sovranità popolare".
