Lo studio di due ricercatori americani

Musica per imparare a parlare

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Seguire una melodia porta il bambino ad imparare prima a parlare. E' quanto hanno sostenuto due studiosi americani, Jenny Saffran ed Erik Thiessen.

 
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La melodia fa parlare prima i bambini

La melodia fa parlare prima i bambini

New York, 08-09-2009

I bambini imparano prima a parlare se possono seguire una melodia. E' quanto sostengono Jenny Saffran ed Erik Thiessen, rispettivamente dell'università del Wisconsin e della Carnegie Mellon University, in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Lo sostiene il volume 'The Neurosciences and Music - III, Disorders and plasticity', pubblicato in collaborazione con la prestigiosa New York Academy of Sciences, che riporta oltre 60 lavori scientifici che definiscono lo stato dell'arte nel campo 'neuromusica'. I lavori sono stati presentati nell'arco dell'omonimo convegno organizzato a Montreal nel 2008 dalla Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani sulla scia del grande successo delle due edizioni precedenti, a Venezia nel 2002 e a Lipsia nel 2005.

Una canzoncina per imparare a parlare
Filastrocche, canzoncine, giochi in rima: questo per i bambini sarebbe più di un passatempo. E' uno stimolo per il cervello: uno stimolo che insegna a memorizzare in fretta le parole (e quindi a parlare) e le melodie (e quindi ad amare la musica).  
Le ricerche di Saffran e Thiessen si sono concentrate sull'ambiente sonoro in cui crescono i bambini, che sin dalla nascita è permeato di musica ed è dominato da un linguaggio diretto a loro chiamato 'Infant Directed Speech' (in passato definito motherese, quella specie di lingua cantilenata che gli adulti rivolgono ai piccoli) e che utilizza un linguaggio semplificato e un tono leggermente più acuto.

Secondo Saffran e Thiessen i bambini imparano più parole e le memorizzano meglio se queste sono cantate, se sono in rima e fanno parte di una canzone. D'altra parte, i bambini ricordano più melodie se queste hanno le parole e se non sono solo affidate a strumenti musicali.

La musica può codificare messaggi non musicali
Dietro a queste osservazioni, c'è l'idea che la musica possa essere un mezzo per facilitare la codificazione di messaggi non musicali, come il linguaggio, e per stimolare i processi di attenzione dei bambini. La musica, quindi, potrebbe essere impiegata con successo per accelerare l'apprendimento dei piccoli. Se la melodia ha le parole, i  bambini la ricordano meglio. E se i bambini imparano una melodia, possono memorizzare con più facilità le parole che la accompagnano.

"La ricerca su musica e neuroscienze continua a dare risultati straordinari", commenta Maria Majno, responsabile dei programmi della Fondazione Mariani: "Si tratta un ambito in continua esplosione, che promette sostanziali avanzamenti anche in campo educativo e riabilitativo: ciò che abbiamo imparato sta già cambiando in meglio il nostro modo di capire e aiutare i bambini con difficolta' neurologiche".